La bugia del “Senza Osso”

⭐ TI HANNO DETTO CHE SEI SENZA OSSO?

GUARDA QUESTO PAZIENTE.

Gli avevano prospettato un percorso con innesti ossei, rialzi del seno o addirittura impianti zigomatici.

Perché?

Perché era rimasto pochissimo osso alveolare.

Ma “poco osso alveolare” non significa necessariamente “nessun osso utilizzabile”.

⭐ LA DIFFERENZA È TUTTA QUI.

Il mascellare non è fatto soltanto dalla cresta alveolare.

Quando l’osso alveolare è gravemente riassorbito, bisogna valutare anche le strutture ossee profonde e corticali ancora disponibili.

È proprio su questa anatomia residua che, quando il caso lo consente, può essere progettata una riabilitazione con All-on-Full® o Bilateral Sinus Solution™ (BSS).

Questo paziente è stato riabilitato senza il percorso di innesto prospettato, utilizzando l’osso residuo disponibile, con carico immediato.

⭐ QUINDI LA DOMANDA NON È:

“HO O NON HO OSSO?”

⭐ LA DOMANDA È:

“QUALE OSSO MI È RIMASTO E SAPETE UTILIZZARLO?”

Prima di accettare una diagnosi di “senza osso”, fate studiare la vostra TAC.

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Nicola Lettera – Consulente Implantare per i Pazienti

Quando ti dicono «non hai osso», la prima domanda dovrebbe essere: di quale osso stiamo parlando?

Una delle frasi che più frequentemente spaventa un paziente è:

«Lei non ha più osso.»

Ma questa frase, da sola, non descrive l’intera anatomia di un mascellare gravemente atrofico.

Descrive, nella maggior parte dei casi, la perdita dell’osso alveolare disponibile nella sede originaria dei denti.

Ed è proprio qui che bisogna fermarsi.

Perché una cosa è dire:

«Non c’è più osso alveolare sufficiente per inserire un impianto nella posizione convenzionale.»

Un’altra cosa è dire:

«Non esiste più osso utilizzabile.»

Sono due affermazioni completamente diverse.


⭐ Il vero problema è capire quale osso è rimasto

Quando un dente viene perso, l’osso alveolare che ne sosteneva la radice può andare incontro a un importante processo di riassorbimento.

Con il passare del tempo la cresta può diventare estremamente sottile e ridotta.

Ed è proprio osservando quella cresta che spesso nasce la diagnosi:

«Non hai osso.»

Ma il mascellare e il cranio non sono costituiti soltanto dalla cresta alveolare.

Esistono strutture ossee corticali e profonde che fanno parte dell’architettura cranio-facciale e che, in determinati casi di atrofia, possono diventare importanti nella progettazione implantare.

Quindi la domanda corretta non è soltanto:

«Quanto osso alveolare è rimasto?»

La domanda deve diventare:

«Quale anatomia ossea è ancora disponibile e può essere utilizzata in sicurezza?»


⭐ Osso alveolare e strutture ossee profonde

L’osso alveolare è strettamente collegato alla presenza e alla funzione dei denti.

Quando i denti vengono persi, la cresta alveolare può progressivamente ridursi.

Ma sotto e intorno a questa regione esiste un’architettura anatomica molto più ampia.

In un caso gravemente atrofico possono assumere importanza, a seconda della specifica anatomia:

  • strutture corticali;
  • pilastri ossei;
  • pareti anatomiche;
  • porzioni profonde del mascellare;
  • strutture posteriori;
  • regioni pterigoidee;
  • altre strutture cranio-facciali valutabili attraverso la diagnostica 3D.

Questo è il passaggio fondamentale.

L’atrofia della cresta alveolare non equivale automaticamente alla scomparsa di tutta l’architettura ossea disponibile.

Ecco perché una semplice panoramica, da sola, non dovrebbe diventare il punto finale della discussione.

Nei casi complessi occorre studiare l’anatomia tridimensionale.


⭐ La TAC può raccontare una storia completamente diversa

Due pazienti possono essere entrambi definiti:

«senza osso»

ma avere anatomie completamente differenti.

Uno può presentare una perdita ossea che rende necessario un percorso rigenerativo.

Un altro può presentare strutture ossee profonde che consentono di valutare un differente progetto implantare.

La differenza non si decide con uno slogan.

Si decide attraverso:

TAC 3D → anatomia → progettazione → valutazione clinica → scelta chirurgica.

Ed è proprio questo il motivo per cui una diagnosi di “atrofia severa” dovrebbe essere l’inizio dello studio del caso.

Non necessariamente la fine.


⭐ La vera domanda: perché fermarsi alla cresta?

Questa è la domanda che ha dato origine alla filosofia di Verità sull’osso.

Se la cresta alveolare è gravemente riassorbita, esistono diverse possibilità.

Si può valutare:

  • rigenerazione ossea;
  • innesto;
  • rialzo del seno mascellare;
  • differenti strategie implantari;
  • oppure, nei casi opportunamente selezionati, una progettazione che utilizzi strutture anatomiche profonde e corticali disponibili.

Non esiste una soluzione valida per tutti.

Ma non dovrebbe esistere nemmeno una risposta automatica:

«Non hai osso, quindi non puoi avere i denti fissi.»

Prima bisogna capire perché.


⭐ La questione non è soltanto chirurgica: è biomeccanica

Quando si decide dove inserire gli impianti, non si sta semplicemente cercando un posto nel quale “mettere una vite”.

Si sta costruendo un sistema che dovrà sopportare le forze della masticazione.

Per questo bisogna considerare:

  • posizione degli impianti;
  • numero degli impianti;
  • distanza tra gli impianti;
  • direzione degli assi;
  • qualità e quantità dell’osso;
  • posizione dei denti;
  • distribuzione dei carichi;
  • presenza o assenza di cantilever;
  • estensione dell’arcata;
  • funzione dei settori posteriori.

Ed è qui che nasce il principio:

Prima si progetta la forza. Poi si posizionano gli impianti.


⭐ Il problema dei progetti concentrati anteriormente

In una riabilitazione completa è fondamentale capire dove si trova il supporto implantare rispetto ai denti posteriori.

Se gli impianti sono concentrati nella parte anteriore e la protesi si estende posteriormente, possono generarsi condizioni di leva che devono essere attentamente valutate.

Il problema non è semplicemente:

«Hai quattro impianti.»

Il problema è:

«Dove sono quei quattro impianti rispetto ai denti che devono sostenere?»

E ancora:

«Dove si trova l’ultimo vero punto di supporto?»

Questa è una domanda biomeccanica.


⭐ Il massetere entra direttamente nel progetto

Il massetere è uno dei principali muscoli responsabili dell’elevazione della mandibola e partecipa alla generazione delle forze masticatorie.

Durante la masticazione, le forze non vengono distribuite casualmente.

La loro trasmissione dipende dalla relazione tra:

muscoli → mandibola → denti → protesi → impianti → osso.

Per questo una riabilitazione completa non può essere progettata soltanto guardando il sorriso.

Bisogna studiare anche:

come funzionerà quando il paziente masticherà.


⭐ Ed è qui che entra All-on-Full®

Il protocollo All-on-Full® nasce da una filosofia progettuale differente.

L’obiettivo è non fermarsi automaticamente alla regione anteriore quando l’anatomia consente di studiare un supporto più esteso.

La progettazione considera, quando clinicamente possibile:

  • impianti distali veri;
  • orientamento verticale;
  • supporti posteriori;
  • distribuzione dei carichi;
  • riduzione delle leve;
  • riduzione o assenza di cantilever quando tecnicamente possibile;
  • arcata completa;
  • supporto dei settori molari.

Il concetto fondamentale è:

non progettare soltanto una protesi con denti posteriori, ma progettare un sistema che abbia un reale supporto posteriore.


⭐ 14 elementi: l’arcata completa

L’obiettivo progettuale di una riabilitazione completa può essere il ripristino dell’intera estensione dell’arcata, fino ai secondi molari, quando anatomia, funzione e condizioni cliniche lo consentono.

Non si tratta quindi semplicemente di:

«mettere più denti.»

Si tratta di recuperare, quando possibile, una configurazione funzionale più completa.

14 elementi.

Molari posteriori.

Supporto posteriore reale.

Distribuzione delle forze progettata.

Questa è la differenza tra aggiungere denti e progettare una riabilitazione completa.


⭐ Bilateral Sinus Solution™ – BSS

Nel mascellare superiore il problema diventa ancora più evidente.

Quando l’osso sotto il seno mascellare è fortemente ridotto, il percorso tradizionale può prevedere un aumento del volume osseo attraverso procedure rigenerative o di rialzo del seno.

La Bilateral Sinus Solution™ – BSS nasce da un’altra domanda:

Prima di ricostruire l’osso che manca, abbiamo studiato tutto quello che è già presente?

La valutazione può comprendere l’analisi delle strutture ossee residue e dei possibili pilastri anatomici utilizzabili.

Tra le regioni che possono assumere importanza nei casi selezionati rientrano, per esempio, le strutture posteriori e pterigoidee.

Ma ogni caso è diverso.

La possibilità di utilizzare una determinata struttura deve essere stabilita attraverso:

diagnostica 3D + pianificazione + valutazione clinica + competenza chirurgica.


⭐ Non è “magia”. È anatomia.

La filosofia è molto semplice.

Non promettere al paziente:

«Hai sempre osso.»

Ma neppure dirgli automaticamente:

«Non hai più speranza.»

Bisogna guardare.

Misurare.

Ricostruire tridimensionalmente.

Studiare.

Progettare.

E soltanto dopo decidere.

Questa è la differenza tra una diagnosi e una progettazione.


⭐ La vera domanda che il paziente deve fare

Quando qualcuno ti dice:

«Sei senza osso.»

non devi necessariamente contestarlo.

Devi chiedere:

«Quale osso manca?»

Poi:

«Quale osso è rimasto?»

Poi ancora:

«Quali strutture anatomiche avete valutato?»

E infine:

«Quali alternative sono state considerate prima di propormi questo trattamento?»

Queste domande possono cambiare completamente il modo nel quale il paziente affronta la propria situazione.


⭐ La “mancanza d’osso” non dovrebbe diventare una condanna

Una grave atrofia alveolare è una condizione reale.

Può essere complessa.

Può richiedere procedure importanti.

Può rendere impossibili alcune soluzioni convenzionali.

Ma “atrofia alveolare severa” e “assenza assoluta di qualsiasi struttura ossea utilizzabile” non sono necessariamente la stessa cosa.

È proprio questa distinzione che vogliamo spiegare.

Perché il paziente ha diritto di sapere:

quale osso ha perso;

quale osso conserva;

quali possibilità esistono;

quali rischi comportano;

e perché una determinata soluzione viene proposta.


⭐ Non devi credere a Nicola Lettera. Devi guardare le prove.

Questo è il principio più importante di tutto il progetto.

Non chiediamo al paziente di credere che:

All-on-Full® funziona per tutti.

Non diciamo che:

gli innesti sono sempre sbagliati.

Non diciamo che:

ogni paziente può essere trattato senza procedure rigenerative.

Diciamo una cosa molto più semplice:

Prima di decidere, studia tutte le possibilità compatibili con la tua anatomia.

E quando una soluzione viene proposta, chiedi che venga spiegata.

Quando un caso viene presentato come impossibile, chiedi perché.

Quando ti viene detto che non c’è osso, chiedi:

«Di quale osso state parlando?»


⭐ La roccia profonda non è una scorciatoia: è un’anatomia da conoscere

Le strutture ossee profonde e corticali possono rappresentare, in casi opportunamente selezionati, un elemento importante della progettazione implantare avanzata.

Ma non sono una scorciatoia.

Non sono una garanzia automatica.

E non trasformano ogni atrofia in un caso semplice.

Richiedono invece:

conoscenza anatomica,

chirurgia specializzata,

pianificazione tridimensionale,

controllo biomeccanico

e selezione rigorosa del paziente.

È proprio questa precisione che distingue una progettazione seria da una semplice promessa commerciale.


⭐ La domanda non è più “quanto osso manca?”

La domanda diventa:

“Che cosa possiamo realmente fare con l’anatomia che è rimasta?”

È questa la domanda che apre la porta alla progettazione avanzata.

È questa la domanda che sta alla base di:

All-on-Full®

Bilateral Sinus Solution™ – BSS

Circolare d’Autore®

Ed è questa la domanda che il paziente dovrebbe avere il diritto di porre prima di accettare un trattamento.


⭐ Se ti hanno detto che sei “senza osso”

Non accettare una frase senza comprenderne il significato.

Porta la tua documentazione.

Fai studiare la tua anatomia.

Chiedi quali strutture sono state valutate.

Chiedi quali alternative esistono.

Chiedi quali sono i vantaggi e i limiti di ogni soluzione.

E soprattutto:

non confondere la perdita dell’osso alveolare con la fine di ogni possibilità implantare.

La tua anatomia deve essere studiata.

Non semplicemente etichettata.


⭐ Hai ricevuto una diagnosi di “atrofia totale”?

Se hai una panoramica o, ancora meglio, una TAC 3D, puoi richiedere un primo orientamento sul tuo caso.

📱 WhatsApp: 388 7527525

Nicola Lettera – Consulente Implantare per i Pazienti

L’orientamento informativo non sostituisce la visita clinica, la diagnosi e la valutazione chirurgica del professionista sanitario.