Capitolo 1 — Il Cambio di Paradigma

Non si tratta di una tecnica nuova. Si tratta di un modo completamente diverso di guardare il problema. E questo modo diverso è nato da una mossa talmente semplice che chiunque avrebbe potuto farla — eppure, per quarant'anni, nessuno l'ha fatta.

Una mossa semplice, che nessuno aveva fatto

Grazie a tutta la sua esperienza sul campo e alla conoscenza accumulata negli ultimi trent'anni, Nicola Lettera — consulente implantare ed esperto del settore — ha fatto una cosa molto semplice. Una cosa che ognuno avrebbe avuto la possibilità di fare, ma che non si sa perché, negli ultimi quarant'anni, non è mai stata fatta davvero.

Ha smesso di guardare l'implantologia come un catalogo di tecniche da vendere, e ha cominciato a guardarla come una questione di anatomia. E l'anatomia, quando la guardi senza filtri, ti mette davanti a un fatto ineludibile: la bocca umana non poggia su un osso solo. Poggia su due ossa diverse, con due nature e due destini opposti.

La mossa. Dividere il mondo implantare in due grandi settori: da una parte l'osso alveolare, a cui ricorre il 98% dei centri, degli studi e dei medici; dall'altra il mondo basale, il 2%, di cui Nicola Lettera fa parte.

I due mondi, uno di fronte all'altro

Per capire la portata di questa divisione, bisogna capire cosa sono davvero questi due ossi. Non è una differenza di gradazione: è una differenza di natura.

L'osso alveolare è l'osso che abbraccia le radici dei denti. È fatto per esistere finché ci sono i denti: è spugnoso, ricco di vasi, plastico, vivo. Quando un dente se ne va, quest'osso non ha più ragione di esistere e comincia a ritirarsi, lentamente ma inesorabilmente. È una legge fisiologica. Succede a tutti, in misura diversa, ed è la ragione per cui una persona che ha perso i denti da molti anni si ritrova con una cresta sottile o addirittura assente.

L'osso basale è un'altra cosa. È l'osso profondo, compatto, corticale — classificato dagli anatomisti come D1 — che costituisce lo scheletro vero e proprio del massiccio facciale. Non dipende dai denti. Non si riassorbe. Resta integro per tutta la vita, anche in chi porta la dentiera da vent'anni, anche in chi ha già subito fallimenti implantari. È lì, duro, stabile, immutabile.

Osso alveolare — il 98%

Il mondo della dipendenza

Esiste solo finché ci sono i denti. Quando i denti cadono, si riassorbe. Chi lavora solo qui, davanti a un'atrofia, non ha alternative: deve ricostruire l'osso (innesti), sollevare il seno (rialzi), o aggirare il problema con soluzioni invasive (zigomatici). E se non può, ti dice: «non c'è più osso».

Osso basale — il 2%

Il mondo dell'indipendenza

Non dipende dai denti, non si riassorbe, non si negozia. Chi sa lavorare qui non deve «ricostruire» nulla: usa l'osso che il paziente atrofico ha e continua ad avere, indipendentemente dall'assenza di osso alveolare. È la base della masticazione vera.

Perché per quarant'anni non è successo

Qui entra in gioco la parte più scomoda della storia. Se la distinzione è così netta, perché il mondo intero ha continuato a ragionare solo sull'osso alveolare? La risposta non è clinica: è economica e culturale.

L'osso alveolare è il territorio su cui si è costruita un'industria: innesti, membrane, biomateriali, rialzi del seno, interventi ripetuti, mesi di attesa, protesi con finta gengiva. È un sistema che si autoalimenta, e che ha prodotto un'intera generazione di professionisti formati a pensare in un solo modo: manca osso → si ricostruisce osso.

Ma l'osso alveolare non è l'unico osso. È solo quello più comodo da raccontare. E questa informazione — che esiste un osso basale, profondo, che non è soggetto al riassorbimento tipico dell'osso alveolare — è entrata talmente in profondità nella testa delle persone (e dei professionisti) che a volte, anche usando ragionamenti logici, si fa ancora una fatica enorme a far comprendere il cambio realmente in atto.

La conseguenza obbligata: non servono dentisti generici

Una volta diviso il mondo in questi due filoni, Nicola Lettera si è trovato davanti a una conseguenza inevitabile. Per lavorare sull'osso basale — quello profondo, corticale, che vive a contatto con strutture nobili come il seno mascellare, lo sfenoide, le fosse retrocanine — non servono semplici dentisti generici. Servono medici di implantologia maxillo-facciale, quelli veri: professionisti che hanno studiato realmente anatomia, che sono andati nel profondo della struttura umana, che hanno sezionato e studiato tutti i distretti anatomici umani reali che saranno poi interessati dalla tecnica.

Dissezionando cadaveri, questi medici hanno potuto assimilare realmente la vera struttura umana. Non sulla carta, non su un software: sul corpo reale. Ed è esattamente qui che nasce la differenza che attraversa tutto questo wiki.

«Per questo i medici con queste competenze sono pochissimi. Si possono racchiudere e contare su due palmi di mano. E un palmo di mano appartiene alla sua equipe di collaboratori.» — Il principio fondante del Network

Riscrivere il protocollo della masticazione umana

Con questa squadra, Nicola Lettera ha gettato le basi per riscrivere il vero protocollo del ripristino di una vera masticazione umana. Il punto di partenza è radicale: al di là della tua atrofia e della mancanza di osso, questi medici si limitano a ristabilire — concettualmente e meccanicamente — una geometria perfetta di forze umane della masticazione completa, sfruttando solo le ossa che l'atrofico ha e continua ad avere.

In altre parole: non si ricostruisce l'osso che manca. Si usa l'osso che c'è, che è sempre lì, che non se n'è mai andato. E su quell'osso si ridisegna la masticazione come dovrebbe essere: completa, con tutti i molari, con il massetere che torna a lavorare in verticale, senza finta gengiva, senza compromessi.

Perché serve un wiki come questo

Queste informazioni sono talmente radicate e radicate nella testa delle persone che, a volte, anche usando ragionamenti logici, si fa ancora fatica a far ben capire e comprendere il cambio realmente in atto di paradigma. Ma Nicola conosce il mercato. E sa che l'unico modo per vincere una battaglia di disinformazione è la trasparenza totale.

Per questo ha fatto in modo di dare ai pazienti e all'opinione pubblica gli strumenti e la logica delle informazioni per rendere chiunque edotto in merito a questi problemi. Questo wiki è uno di quegli strumenti: un racconto, in ordine, che ti porta dal principio alla fine senza farti saltare da un argomento all'altro.

Il passo successivo è conoscere la squadra: chi sono i medici dell'altro palmo di mano, e perché sono così pochi.

Vuoi parlare con un essere umano?

Invia la tua TAC 3D o panoramica. La diagnosi collegiale è il punto di partenza di tutto.

WhatsApp 388 7527525