L'Osso Alveolare: il terreno che si ritira

Prima di capire perché ti hanno detto che "non hai osso", devi capire di quale osso parlavano. Nella stragrande maggioranza dei casi, parlavano di questo: l'osso alveolare. Ed è proprio qui che nasce l'equivoco che ha rovinato la bocca di migliaia di persone.

Il dente dentro il suo alveolo: l'osso alveolare che circonda le radici
Il dente vive dentro il suo alveolo, avvolto dall'osso alveolare. Quando il dente se ne va, quell'osso non ha più motivo di restare.
Sezione mascellare
La sezione del mascellare: alveoli, cresta e osso basale a confronto.

Un osso che esiste solo per i denti

L'osso alveolare è la porzione superficiale della mascella e della mandibola, quella che abbraccia le radici dei denti. La sua esistenza è legata a doppio filo ai denti stessi: c'è un dente, c'è l'osso che lo sostiene; il dente cade, e l'osso comincia a ritirarsi.

Non è una malattia. È fisiologia: un osso che non riceve più gli stimoli della masticazione perde la sua ragione d'essere e viene riassorbito dal corpo, lentamente ma senza sosta. È la causa dell'atrofia che vedi nelle radiografie, ed è il motivo per cui chi porta una dentiera da vent'anni si ritrova con una cresta sottile come una lama.

Le classificazioni D2, D3, D4

Gli anatomisti classificano l'osso in base alla sua densità. L'osso alveolare si colloca nelle fasce basse:

ClasseDescrizioneQualità
D2Corticale sottile con midollare densaAccettabile
D3Corticale sottile con midollare radaFragile
D4Midollare quasi assenteMolto fragile

Confronta con l'osso basale, che è D1: corticale compatta, la più dura in assoluto. La differenza tra lavorare su D4 e lavorare su D1 è la differenza tra costruire sulla sabbia e costruire sulla roccia.

Da qui nasce la bugia del "senza osso". Quando un centro lavora solo sull'osso alveolare e lo trova riassorbito, ti dice che non hai osso. In realtà è sparito solo l'osso superficiale. Quello profondo, il basale, è intatto — ma per usarlo servono competenze maxillo-facciali che la maggior parte dei centri non ha. È il cuore del cambio di paradigma.

Perché l'implantologia tradizionale fatica qui

Un impianto tradizionale inserito nell'osso alveolare si comporta come un palo piantato in un terreno cedevole. La masticazione crea leve: più l'osso superficiale si riassorbe, più il braccio di leva si allunga, più l'impianto rischia di muoversi. È la ragione per cui l'implantologia tradizionale, davanti a un'atrofia, deve ricorrere a innesti, rialzi del seno o impianti zigomatici: perché il suo terreno naturale è sparito.

Il metodo del Network aggira il problema alla radice: non combatte per un osso che se n'è andato, usa quello che è rimasto. Approfondisci il confronto nella pagina sulla masticazione alveolare vs basale.

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