Sfenoide: l'ancoraggio nella base del cranio
Se il tuber è la porta d'ingresso, lo sfenoide è il muro di roccia in fondo al corridoio. È l'osso della base cranica dove l'impianto pterigoideo affonda le sue radici, e dove trova la stabilità più alta che l'anatomia possa offrire.
| Osso sfenoide | |
|---|---|
| Tipo | Osso della base cranica |
| Posizione | Antero-mediale della base cranica |
| Processi pterigoidei | Lamine mediali e laterali |
| Densità | D1 (corticale compatta) |
| Zona di ancoraggio | ~1 cm nelle lamine corticali |
I processi pterigoidei
Ai fini implantologici, la struttura più importante dello sfenoide sono i processi pterigoidei: due lamine ossee verticali che scendono dalla faccia inferiore dell'osso. Ogni processo è formato da:
- lamina laterale — più corta e larga, dà inserzione ai muscoli pterigoidei;
- lamina mediale — più lunga e sottile, forma la parete laterale della cavità nasale.
Tra le due lamine si apre la fossa pterigoidea, dove si inserisce il muscolo pterigoideo mediale.


Densità D1: la più alta che esista
Le lamine corticali dello sfenoide presentano densità D1, la massima della classificazione di Lekholm e Zarb. È la stessa categoria dell'osso basale: osso cranico puro, che non è soggetto a riassorbimento perché appartiene alla base del cranio.
Quando l'impianto pterigoideo si ancora per circa 1 centimetro in queste lamine, ottiene un ancoraggio bicorticale di stabilità eccezionale, con torque superiore a 50 Ncm e punte di 100-150 Ncm.
Un margine di sicurezza importante
È la combinazione di densità D1, stabilità primaria e sicurezza anatomica che rende lo sfenoide il punto perfetto per il pilastro posteriore della BSS™.
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